martedì 19 aprile 2011

Postdemocrazia

Il termine postdemocrazia indica un sistema politico regolato da norme democratiche, la cui applicazione è progressivamente svuotata dalla prassi politica. Il termine indica una teoria politica, secondo la quale le democrazie tradizionali rischiano di perdere parte delle loro caratteristiche costituenti a favore di nuove forme di esercizio del potere prevalentemente oligarchiche.

4 commenti:

  1. post democrazia non mi convince. perchè dà per assodato il concetto di democrazia. preferisco concettualmente aggiungere alla parola democrazia una sua specificazione. Democrazia greca, democrazia liberale, democrazia partecipativa. Ecco oggi credo che noi viviamo in Italia in una demcorazia populistica. Il termine evoca un elemento concreto: il primo articolo della Costituzione italiana laddove però si misconosce che "il popolo è sovrano nei limiti della costituzione" e invece lo si pensa come "sovrano senza limiti". Ovvio, che dal mio punto di osservazione, queste note sono sempre di tipo idealistico e propagandistico perchè dalla Grecia e Londra, dall'antico all'oggi il potere è per definzione oligarchico. Se no, sarebbe altro...

    RispondiElimina
  2. « Anche se le elezioni continuano a svolgersi e condizionare i governi, il dibattito elettorale è uno spettacolo saldamente controllato, condotto da gruppi rivali di professionisti esperti nelle tecniche di persuasione e si esercita su un numero ristretto di questioni selezionate da questi gruppi. La massa dei cittadini svolge un ruolo passivo, acquiescente, persino apatico, limitandosi a reagire ai segnali che riceve. A parte lo spettacolo della lotta elettorale, la politica viene decisa in privato dall'integrazione tra i governi eletti e le élite che rappresentano quasi esclusivamente interessi economici »
    Colin Crouch, Postdemocrazia, Laterza, Roma-Bari, 2003,

    RispondiElimina
  3. viremo dunque in una nuova sofistica con i tecnici della comunicazione di massa al posto di Gorgia, Trasimaco e Ippia...e l'elite ad imparare.
    Non lo so, ritengo che avere il potere oggi sia gestire non il contenuto dell'informazione/comunicazione (questo lo si fa nel totalitarismo), ma il flusso/intensità, il ritmo con cui le parole vengono divulgate, evocate, ridondate (una democrazia mediatica-populistica). Nota che noi stessi divulghiamo, evochiamo, rindondiamo. Nessuno si può chiamre fuori. La parola "clandestino" ad esempio...

    RispondiElimina
  4. Si, ci sono i tecnici della comunicazione, non c'è l'Ippia sofista, ma forse a ben guardare c'è l'Ippia tiranno...

    RispondiElimina