giovedì 29 dicembre 2011
lunedì 26 dicembre 2011
Io non ho bisogno di denaro.
Io non ho bisogno di denaro
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Alda Merini (Terra d'Amore 2003)
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Alda Merini (Terra d'Amore 2003)
sabato 24 dicembre 2011
venerdì 23 dicembre 2011
lunedì 19 dicembre 2011
domenica 11 dicembre 2011
Ex Primo Ministro sotto processo per Malgoverno
Sto cercando di elaborare una mia idea sulla crisi e sul debito italiano.
Il debito italiano è stato creato da anni di amministrazione incapace e corrotta e da generazioni di italiani che hanno votato gli amministratori incapaci e corrotti e hanno approfittato di un Welfare troppo generoso e che faceva troppo pochi controlli.
La crisi interazionale è nata dalla speculazione di agenzie finanziare americane che hanno sopravalutato pacchetti farlocchi di debiti di aziende e di stati.
La crisi ha peggiorato il debito italiano perché ha aumentato in modo spropositato gli interessi dei debiti in un momento in cui la produttività è ridotta per la crisi stessa.
Possiamo fare come ha fatto con successo l'Islanda nel 2008? Possiamo dichiarare truffaldina l'origine del debito e legiferare per non pagarlo? No, o meglio non tutto, ma solo nella parte legata all'aumento degli interessi.
Il resto è dovuto alla corruzione e l'incapacità. Possiamo chiedere i danni agli amministratori? In Islanda lo hanno fatto. Anche il Primo Ministro è sotto processo.
Ma in Italia non riusciamo neanche a condannare il Primo Ministro per decine di reati comuni (meschini) e codificati da centinaia di anni di diritto penale. Come potremmo condannarlo per il nuovo reato di "malgoverno"?
sabato 10 dicembre 2011
i "se" e i "ma"
Gli asili parrocchiali salvano le famiglie di lavoratori che restano fuori
dalle liste per gli asili comunali (e le maestre sono bravissime e motivate).
La Chiesa è sicuramente presente nel sociale e sopperisce anche dove lo Stato è
carente . Molti preti sono pure stati “eroi”. Nessuno nega questo.
Ma che il Vaticano evada milioni di euro non pagando l’ICI sulle attività
commerciali è uno scandalo. Se n’è accordo perfino Bagnasco che ha timidamente
annunciato che non sarebbe ingiusto pagare un po’ di tasse.
Questo avviene perché le lobby vaticane (ciellini opus dei e quant’altri)
infiltrano il potere politico e, nel nome di Dio, si arricchiscono.
Se si è costretti, pur pagando le tasse, a pagare per i servizi, è anche per
questo motivo. L’Italia ha già dato, ora anche basta!
L’Italiano medio è mezzo rintronato. I nostri figli pagheranno per le
generazioni di rammolliti che li hanno preceduti e che hanno spensieratamente
arraffato l’arraffabile. I beoti che hanno bloccato il traffico a Roma sul
Ponte Milvio per il nuovo IPHONE/PAD meritano la crisi.
E’ vero che qualche gratta e vinci pareggia la mancata indicizzazione delle
pensioni.
Ma i vari arrampicati sulle varie impalcature nelle varie città di Italia
chiedendo solo di poter lavorare e di poter mantenere le loro famiglie, i
giovani precari che verosimilmente resteranno a spasso, i nuovi poveri - ex
middle class - che si arrabattano per arrivare a fine mese, alle prese con i
vari servizi (scuola, sanità…) che stanno andando alla deriva meritano rispetto
e non possono essere mescolati tutti nello stesso calderone!
E’ demagogico pensare che scagliarsi contro i privilegi risolva la crisi. Ma
quando si chiede tanto a chi ha già dato tutto si deve dare quantomeno il buon
esempio.
Una patrimoniale giusta, una vera riduzione dei privilegi della casta, una ICI
equa che non esenti nessun potere forte, una vera lotta all’evasione farebbero
forse sentire meno forte il “vago senso di averlo preso in culo” (cito
Silvestri).
D’accordo poi che siamo così nella cacca che è meglio avere un po’ di senso di
responsabilità e accettare i sacrifici inevitabili, d’accordo che se si campa
tanto si deve lavorare di più.
Ma almeno continuare a esprimere un’opinione, proprio ora che la politica ha
abdicato ai suoi doveri delegando a terzi il peso delle scelte, forse è un modo
per mantenere in vita quel che resta della nostra fragile e agonizzante
democrazia.
baci a tutti
Artemide
Un poco di silenzio per piacere
SIamo tutti convinti di possedere una ferrea ideologia fondata sulla giustizia,
razionalità, senso del sociale, onestà, cultura, equilibrio...verità.
Non ci stiamo redendendo conto che continuando a comportarci "da italiani"
stiamo regalando i nostri sacrifici ( che comunque dovremo fare) al mercato
internazionale della speculazione.
I titoli tedeschi non vengono acquistati perchè rendono poco, quindi il
mercato fa in modo che prima o poi la Germania sia costretta ad aumentare il
tasso di interesse, come dire che vuole scalfire la solidità dell'ultimo
gigante.
I titoli italiani " vanno via come il pane", perchè il mercato sa che l'Italia
pagherà, anche tassi elevati ( come oggi tra il 6 e dil 7%).
In questa situazione dobbiamo smetterla di difendere l'indifendibile.
Basta con le demagogie per allocchi che servono solo a perdere tempo ed acuire
conflitti sociali.
Alzi la mano chi sa quanto incide l'indicizzazione delle pensioni. Vediamo su
cosa si basa l'urlo " nessuno tocchi le pensioni".
Sono venti euro al mese su una pensione di 1400 euro che salvano un
pensionato?...osono una serie di servizi socio-sanitari, la rete familiare,
l'agevolazione all'acquisto di "alimenti nobili", un congruo canone di
locazione....
Quanti soldi vengono spesi in "gratta e vinci" dai pensionati ? ( li vedo solo
io?)
Non sono soldi regalati allo stato?
E la gente non lo sa?
Dobbiamo dieglielo noi? Dobbiamo sfoderare il peggior paternalismo di
manzoniana memoria?
Sono solo i politici che con il loro privilegi mandano in default le casse
dello stato? ...o sono/sono stati milioni di baby pensionati, donne ( magari
impiegate in ufficio) che troppo spesso hanno gravidanze a rischio fin dal
primo giorno del concepimento ( tanto poi paga Pantalone), colleghi che vengono
a lavorare ma nessuno se ne accorge, quelli che affollano i pronti soccorsi
perchè non hanno tempo di andare dal medico di base, quelli che chiedono il
certificato di malattia quando sono in ferie, quelli che si ammalano il venerdi
per farsi il fine settimana lungo...continuo con la lista?
questa gente non è poca...è l'italiano medio.
Si continua a difendere l'indifendibile perdendo di vista il peso che tutto
ciò ha avuto nei decenni.
I sindacati hanno continuato per decenni a difendere i lavoratori senza
difendere il lavoro, hanno spesso difeso privilegi di pochi a scapito del
sistema.
quando è nato, il sindacato, difendeva la dignità del lavoratore ma anche il
lavoro, ora si difendono tutti i lavoratori allo stesso modo.
Quando si giustificano 200-300 casi di malattia iprovvisa tra i lavoratori di
una azienda come forma di protesta si apre la strada allo screditamento, alla
disonestà.
Questo non ha fatto bene al lavoro ed ai lavoratori ed al paese.
Questo non ha fatto bene al credito del sindacato, che ora fa fatica a
proporsi come controparte affidabile.
Opportunismo è anche fare il tifo per non pagare l'ICI, tanto poi chi se ne
frega se chi paga le tasse non ha diritto al posto alla scuola materna perchè
il comune ha tagliato i fondi?
A causa dell'abolizione dell'ICI molte famiglie hanno dovuto sborsare 1000-
2000 euro all'anno per la scuola materna di un figlio.
Non pagare l'ICI ha tolto le risorse ai comuni per seguire i casi sociali, gli
anziani ecc.
Però vedo troppi compagni, troppi sessantottini DOC impegnati ad elargire le
migliori teorie, ma poco disposti ad agire con le mani in questi ambiti.
Che ci piaccia o meno, questo volontariato lo fanno nelle parrocchie...mentre
noi scriviamo mail contro la chiesa.
Stiamo almeno zitti, che in ogni nostra famiglia si annida opportunismo.
Stiamo zitti perchè quello che abbiamo buttato fuori dalla porta, senza tante
crisi di coscienza, sta rientrando dalla finesta.
Stiamo zitti che più che di verità che salvano il mondo, di cui le nostre
bocche sono piene, c'è bisogno di guardare la luna...non il dito che ce la sta
indicando.
Silenzio! Stiamo semplicemente pagando il conto di tutto quello che abbiamo
consumato, di tutto ciò che siamo stati.
mauve
razionalità, senso del sociale, onestà, cultura, equilibrio...verità.
Non ci stiamo redendendo conto che continuando a comportarci "da italiani"
stiamo regalando i nostri sacrifici ( che comunque dovremo fare) al mercato
internazionale della speculazione.
I titoli tedeschi non vengono acquistati perchè rendono poco, quindi il
mercato fa in modo che prima o poi la Germania sia costretta ad aumentare il
tasso di interesse, come dire che vuole scalfire la solidità dell'ultimo
gigante.
I titoli italiani " vanno via come il pane", perchè il mercato sa che l'Italia
pagherà, anche tassi elevati ( come oggi tra il 6 e dil 7%).
In questa situazione dobbiamo smetterla di difendere l'indifendibile.
Basta con le demagogie per allocchi che servono solo a perdere tempo ed acuire
conflitti sociali.
Alzi la mano chi sa quanto incide l'indicizzazione delle pensioni. Vediamo su
cosa si basa l'urlo " nessuno tocchi le pensioni".
Sono venti euro al mese su una pensione di 1400 euro che salvano un
pensionato?...osono una serie di servizi socio-sanitari, la rete familiare,
l'agevolazione all'acquisto di "alimenti nobili", un congruo canone di
locazione....
Quanti soldi vengono spesi in "gratta e vinci" dai pensionati ? ( li vedo solo
io?)
Non sono soldi regalati allo stato?
E la gente non lo sa?
Dobbiamo dieglielo noi? Dobbiamo sfoderare il peggior paternalismo di
manzoniana memoria?
Sono solo i politici che con il loro privilegi mandano in default le casse
dello stato? ...o sono/sono stati milioni di baby pensionati, donne ( magari
impiegate in ufficio) che troppo spesso hanno gravidanze a rischio fin dal
primo giorno del concepimento ( tanto poi paga Pantalone), colleghi che vengono
a lavorare ma nessuno se ne accorge, quelli che affollano i pronti soccorsi
perchè non hanno tempo di andare dal medico di base, quelli che chiedono il
certificato di malattia quando sono in ferie, quelli che si ammalano il venerdi
per farsi il fine settimana lungo...continuo con la lista?
questa gente non è poca...è l'italiano medio.
Si continua a difendere l'indifendibile perdendo di vista il peso che tutto
ciò ha avuto nei decenni.
I sindacati hanno continuato per decenni a difendere i lavoratori senza
difendere il lavoro, hanno spesso difeso privilegi di pochi a scapito del
sistema.
quando è nato, il sindacato, difendeva la dignità del lavoratore ma anche il
lavoro, ora si difendono tutti i lavoratori allo stesso modo.
Quando si giustificano 200-300 casi di malattia iprovvisa tra i lavoratori di
una azienda come forma di protesta si apre la strada allo screditamento, alla
disonestà.
Questo non ha fatto bene al lavoro ed ai lavoratori ed al paese.
Questo non ha fatto bene al credito del sindacato, che ora fa fatica a
proporsi come controparte affidabile.
Opportunismo è anche fare il tifo per non pagare l'ICI, tanto poi chi se ne
frega se chi paga le tasse non ha diritto al posto alla scuola materna perchè
il comune ha tagliato i fondi?
A causa dell'abolizione dell'ICI molte famiglie hanno dovuto sborsare 1000-
2000 euro all'anno per la scuola materna di un figlio.
Non pagare l'ICI ha tolto le risorse ai comuni per seguire i casi sociali, gli
anziani ecc.
Però vedo troppi compagni, troppi sessantottini DOC impegnati ad elargire le
migliori teorie, ma poco disposti ad agire con le mani in questi ambiti.
Che ci piaccia o meno, questo volontariato lo fanno nelle parrocchie...mentre
noi scriviamo mail contro la chiesa.
Stiamo almeno zitti, che in ogni nostra famiglia si annida opportunismo.
Stiamo zitti perchè quello che abbiamo buttato fuori dalla porta, senza tante
crisi di coscienza, sta rientrando dalla finesta.
Stiamo zitti che più che di verità che salvano il mondo, di cui le nostre
bocche sono piene, c'è bisogno di guardare la luna...non il dito che ce la sta
indicando.
Silenzio! Stiamo semplicemente pagando il conto di tutto quello che abbiamo
consumato, di tutto ciò che siamo stati.
mauve
giovedì 8 dicembre 2011
martedì 6 dicembre 2011
Oggi lasciate che sia felice
Ode al giorno felice
Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.
Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.
Pablo Neruda
giovedì 1 dicembre 2011
AIDS. PROTEGGITI SEMPLICEMENTE Campagna LILA 2012 spot
http://www.youtube.com/watch?v=-T7ojhSC5PU&feature=youtube_gdata_player
Filippo Milone, il sottosegretario alla Difesa con una condanna e un arresto alle spalle
Dai rapporti con il potente costruttore siciliano all'amicizia dell'ex ministro Pdl, dai 'legami' Finmeccanica fino ad una complessa vicenda giudiziaria: nel 1992 è finito in carcere (seppur per poche ore), nel 1997 è stato condannato in Cassazione (sentenza cancellata con la riabilitazione). Ecco chi è il braccio destro di Di PaolaFilippo Milone L’amico Ignazio l’ha portato alle Poste. Poi gli ha garantito un incarico speciale: consigliere personale del ministro della Difesa per la politica industriale. E adesso Filippo Milone ha fatto il grande salto. Da segretario del ministro a sottosegretario alla Difesa. Un carrierone nel segno di Ignazio La Russa, vera stella polare nella vita e nel lavoro per l’ultimo arrivato nel governo di Mario Monti. Un tecnico? Pare di no. Milone ha speso una vita al servizio di Salvatore Ligresti. Anche il sottosegretario ha radici a Paternò, la cittadina in provincia di Catania, di cui sono originari Ligresti, i La Russa e tutti gli storici collaboratori del costruttore.
Il suo curriculum personale racconta che Milone ha cominciato a lavorare, appena laureato, nell’azienda di costruzioni di Gaetano Graci, uno dei quattro cavalieri catanesi che negli anni Ottanta e Novanta furono al centro di mille intrighi di mafia e corruzione. Da allora Milone ha fatto carriera tra progetti, palazzi, cantieri e nel periodo di Tangentopoli ha subìto una condanna penale (un anno e sette mesi) cancellata con la riabilitazione. Anche suo fratello Giuseppe è targato La Russa e siede nel consiglio provinciale di Milano per il Pdl. Pure lui, manco a dirlo, lavora per Ligresti. Il nuovo sottosegretario non ha comunque mai avuto niente a che fare con la Difesa del Paese, se si eccettua la breve parentesi, dal 2008, come assistente dell’ex ministro. Negli anni in cui ha lavora per Ligresti, Milone è riuscito anche a fare affari in proprio.
Si è messo in società con Giuseppe Pizza, noto alle cronache politiche come segretario della nuova Democrazia Cristiana, un partitino nell’orbita berlusconiana. Nel 1998 la coppia Pizza-Milone compare tra i soci della Edilalfa di Roma, una piccola impresa di costruzioni. Finisce male: la Edilalfa va in fallimento nel 2001. Una brutta avventura, ma l’esperienza da manager della Grassetto era stata anche più travagliata, almeno sul fronte giudiziario. Nei primi anni Novanta Milone è finito più volte in tribunale, da imputato, ed è stato anche arrestato. Furono solo poche ore nell’ottobre del 1992, quando i pm di Torino indagavano su di lui per turbativa d’asta e abuso d’ufficio in una vicenda di presunte tangenti ad Asti.
Nel 1997 è arrivato la condanna defintiva in Cassazione, poi cancellata con la riabilitazione. Da Aosta a Padova, da Napoli ad Asti e a Milano, in quel periodo Milone finisce più volte alla sbarra. Ad Asti, interrogato dai pm, il manager della Grassetto svelò il sistema dei versamenti illegali delle aziende ai partiti. Passa il tempo e col tempo si smosciano anche i furori di Tangentopoli. Per Milone arrivano le assoluzioni. A Padova, nel processo per le mazzette sui lavori per il tribunale, le accuse cadono in appello. A Milano, invece, è la prescrizione a salvare il manager di Ligresti, coinvolto nell’indagine sulla presunta corruzione per le licenze edilizie nell’area Portello. Nel 2001 finisce fuori tempo massimo anche il processo sulle tangenti per il metrò di Napoli.
Milone non si arrende. Fedele alla causa, quella dei Ligresti, il manager catanese conserva la poltrona nel consiglio di molte aziende di famiglia. Holding immobiliari come la Progestim e anche la Saiagricola, che gestisce i vigneti di Montepulciano della Fondiaria assicurazioni. L’amico La Russa si ricorda di lui nel 2005, quando il governo Berlusconi mette mano ai vertici delle Poste. Milone, in quota ad Alleanza Nazionale, viene nominato dal Tesoro nel consiglio di amministrazione della società pubblica. Dura fino al maggio 2008, quando alle Poste va in scena un altro ribaltone. Milone però non resta disoccupato. Per lui è pronto un incarico di consigliere per la politica industriale dell’amico La Russa, nel frattempo diventato ministro della Difesa. Ed è in questa veste che lo vediamo ricomparire in un’intercettazione telefonica di una conversazione tra Lorenzo Borgogni e un altro manager del gruppo, Marco Forlani, nell’inchiesta Finmeccanica. E’ lui il Filippo del quale parlano i due manager, che chiedeva con urgenza un contributo in vista della festa del Pdl del 2010 a Milano. Per il pm Paolo Ielo da questa telefonata “si evince con solare evidenza come il ruolo di Borgogni dentro Finmeccanica fosse anche quello di occuparsi di contribuzioni illecite ai partiti”.
Il responsabile relazioni internazionali di Finmeccanica, Marco Forlani, dice a Borgogni: “Mi ha chiamato Filippo che dice su, su quel discorso che facciamo ogni anno della loro offerta di partito a Milano eccetera (…) credo sia una cosa del Pdl (…) lui mi ha anche detto che gli hai indicato che non volevi comparire come Finmeccanica, ma con una società esterna (…) lui dice scusami sto all’ultimo con l’acqua alla gola eccetera, perché lui deve parlare con qualcuno dei nostri tra oggi e domani”. Borgogni si infuria: “Dai Marco, maremma puttana Marco” perché non sono argomenti di cui parlare al telefono. Su questa telefonata, due giorni prima della nomina di Milone, Borgogni è stato interrogato dai pm Alberto Caperna e Paolo Ielo alla presenza dell’avvocato e della polizia giudiziaria. Borgogni ha cercato di minimizzare: “Era solo un contributo per una cena di partito da 5 mila euro e lo ha fatto una società terza”. Gli investigatori sono rimasti molto scettici e presto Milone sarà sentito.
di Marco Lillo e Vittorio Malagutti
da Il Fatto Quotidiano del 30 novembre 2011
Il suo curriculum personale racconta che Milone ha cominciato a lavorare, appena laureato, nell’azienda di costruzioni di Gaetano Graci, uno dei quattro cavalieri catanesi che negli anni Ottanta e Novanta furono al centro di mille intrighi di mafia e corruzione. Da allora Milone ha fatto carriera tra progetti, palazzi, cantieri e nel periodo di Tangentopoli ha subìto una condanna penale (un anno e sette mesi) cancellata con la riabilitazione. Anche suo fratello Giuseppe è targato La Russa e siede nel consiglio provinciale di Milano per il Pdl. Pure lui, manco a dirlo, lavora per Ligresti. Il nuovo sottosegretario non ha comunque mai avuto niente a che fare con la Difesa del Paese, se si eccettua la breve parentesi, dal 2008, come assistente dell’ex ministro. Negli anni in cui ha lavora per Ligresti, Milone è riuscito anche a fare affari in proprio.
Si è messo in società con Giuseppe Pizza, noto alle cronache politiche come segretario della nuova Democrazia Cristiana, un partitino nell’orbita berlusconiana. Nel 1998 la coppia Pizza-Milone compare tra i soci della Edilalfa di Roma, una piccola impresa di costruzioni. Finisce male: la Edilalfa va in fallimento nel 2001. Una brutta avventura, ma l’esperienza da manager della Grassetto era stata anche più travagliata, almeno sul fronte giudiziario. Nei primi anni Novanta Milone è finito più volte in tribunale, da imputato, ed è stato anche arrestato. Furono solo poche ore nell’ottobre del 1992, quando i pm di Torino indagavano su di lui per turbativa d’asta e abuso d’ufficio in una vicenda di presunte tangenti ad Asti.
Nel 1997 è arrivato la condanna defintiva in Cassazione, poi cancellata con la riabilitazione. Da Aosta a Padova, da Napoli ad Asti e a Milano, in quel periodo Milone finisce più volte alla sbarra. Ad Asti, interrogato dai pm, il manager della Grassetto svelò il sistema dei versamenti illegali delle aziende ai partiti. Passa il tempo e col tempo si smosciano anche i furori di Tangentopoli. Per Milone arrivano le assoluzioni. A Padova, nel processo per le mazzette sui lavori per il tribunale, le accuse cadono in appello. A Milano, invece, è la prescrizione a salvare il manager di Ligresti, coinvolto nell’indagine sulla presunta corruzione per le licenze edilizie nell’area Portello. Nel 2001 finisce fuori tempo massimo anche il processo sulle tangenti per il metrò di Napoli.
Milone non si arrende. Fedele alla causa, quella dei Ligresti, il manager catanese conserva la poltrona nel consiglio di molte aziende di famiglia. Holding immobiliari come la Progestim e anche la Saiagricola, che gestisce i vigneti di Montepulciano della Fondiaria assicurazioni. L’amico La Russa si ricorda di lui nel 2005, quando il governo Berlusconi mette mano ai vertici delle Poste. Milone, in quota ad Alleanza Nazionale, viene nominato dal Tesoro nel consiglio di amministrazione della società pubblica. Dura fino al maggio 2008, quando alle Poste va in scena un altro ribaltone. Milone però non resta disoccupato. Per lui è pronto un incarico di consigliere per la politica industriale dell’amico La Russa, nel frattempo diventato ministro della Difesa. Ed è in questa veste che lo vediamo ricomparire in un’intercettazione telefonica di una conversazione tra Lorenzo Borgogni e un altro manager del gruppo, Marco Forlani, nell’inchiesta Finmeccanica. E’ lui il Filippo del quale parlano i due manager, che chiedeva con urgenza un contributo in vista della festa del Pdl del 2010 a Milano. Per il pm Paolo Ielo da questa telefonata “si evince con solare evidenza come il ruolo di Borgogni dentro Finmeccanica fosse anche quello di occuparsi di contribuzioni illecite ai partiti”.
Il responsabile relazioni internazionali di Finmeccanica, Marco Forlani, dice a Borgogni: “Mi ha chiamato Filippo che dice su, su quel discorso che facciamo ogni anno della loro offerta di partito a Milano eccetera (…) credo sia una cosa del Pdl (…) lui mi ha anche detto che gli hai indicato che non volevi comparire come Finmeccanica, ma con una società esterna (…) lui dice scusami sto all’ultimo con l’acqua alla gola eccetera, perché lui deve parlare con qualcuno dei nostri tra oggi e domani”. Borgogni si infuria: “Dai Marco, maremma puttana Marco” perché non sono argomenti di cui parlare al telefono. Su questa telefonata, due giorni prima della nomina di Milone, Borgogni è stato interrogato dai pm Alberto Caperna e Paolo Ielo alla presenza dell’avvocato e della polizia giudiziaria. Borgogni ha cercato di minimizzare: “Era solo un contributo per una cena di partito da 5 mila euro e lo ha fatto una società terza”. Gli investigatori sono rimasti molto scettici e presto Milone sarà sentito.
di Marco Lillo e Vittorio Malagutti
da Il Fatto Quotidiano del 30 novembre 2011
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