sabato 23 aprile 2011
Il Governo sembra davvero intenzionato ad intervenire con qualche pasticcio anche sulla legislazione dell’acqua.
il pre-allarme lanciato ieri è già divenuto allarme. Il Governo sembra davvero intenzionato ad intervenire con qualche pasticcio anche sulla legislazione dell’acqua.
E’ evidente che, dal punto di vista giuridico, sull’acqua la partita per il Governo è molto più complicata di quella sul nucleare (peraltro, pure questa non conclusa, e farebbero bene i “cugini” antinuclearisti a lanciare immediate mobilitazioni..)
Ma la strategia del Governo non va letta come eliminazione dei referendum sull’acqua (cosa appunto molto complicata).
Anche perché, mentre Confindustria e i poteri forti possono accettare/permettere/tatticamente promuovere di rinviare il nucleare perché ora i soldi per farlo partire non ci sono, discorso molto diverso vale per l’acqua : sull’acqua e gli altri servizi pubblici locali non si devono sborsare soldi, ma piuttosto andare all’incasso di una torta di oltre 60 miliardi e Confindustria –Marcegaglia lo ha detto ieri con chiarezza su Repubblica- non vuole assolutamente rinunciarvi.
Quindi la prossima mossa va letta in termini comunicativi, come strategia da campagna referendaria.
Intervenendo anche sull’acqua, così come fatto sul nucleare, il Governo –indipendentemente dal fatto che la nuova norma abbia efficacia (prossima allo zero, credo) – potrà sbandierare ai quattro venti e per tutto il mese di maggio che i referendum sono inutili e superati perché il Governo è intervenuto in materia, cercando così di depotenziare il voto del 12-13 giugno.
Siamo quindi in presenza di un vero e proprio attacco alla democrazia che non possiamo accettare e che dobbiamo impedire.
Cogliendo anche l’opportunità –ottimo l’articolo di oggi di Rodotà sulla Repubblica- di legare finalmente non più la questione della democrazia alla legislazione ad personam e basta, ma saldandola direttamente al tema dei beni comuni (mai fu più attuale il nostro slogan : si scrive acqua, si legge democrazia).
In ogni caso credo che dovremo nei prossimi giorni sviluppare il massimo di mobilitazione in tutte le forme possibili e in tutte le realtà possibili, perché diventi chiaro al governo e ai poteri forti che il movimento dell’acqua è un movimento di cittadinanza e non di sudditanza, e che il tentativo di scippo non passerà.
Verso il 12 e 13 giugno, quando l’inondazione di SI li travolgerà.
Abbracci.
Marco - Attac Italia
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