Anche nel mio liceo ricordo dei professori "schierati"; anzi proprio consiglieri comunali di questa o di quella parte. Ma ricordo che nessuno degli studenti, ne' del destrorso "Fronte della Gioventù", ne' dei sinistrorsi abbia mai posto l'accento su questo tema.
I professori potevono piacere o non piacere, essere bravi o inetti, ma noi studenti (e tantomeno i nostri genitori) correlavamo questi aspetti, con l'appartenenza politica.
Mi piaceva tanto il professore di storia e filosofia, che adesso verrebbe definito un terribile "comunista", ma anche quello di storia dell'arte che col futurismo ci ha resi tutti vivacemente votati al futuro.
Adesso la situazione è diversa, me ne rendo conto.
Dire sinistra o destra crea confusione.
Definiresti Di Pietro di "sinistra" e Berlusconi di "destra"?
Mi pare più il contrario e quindi credo che, uscendo dai bei ricordi che mi ha evocato questo post e tornando alla "politica" di questi giorni classificare un professore di quella o quell'altra sponda sia inutile. Non fa bene alla scuola, che di aiuto ne dovrebbe avere tanto e non fa bene al mio stomaco.
Ho sentito dire che bisognerebbe fare delle scuole per ragazzi di destra e ragazzi di sinistra.
Ho sentito dire che i genitori devono assicurarsi di inculcare le proprie idee ai figli.
Forse è meglio non ascoltare questi proclami vetusti e sperare in un futuro migliore.http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/16/berlusconi-insegnanti-di-sinistra-inculcano-valori-diversi-da-quelli-della-famiglia/104910/
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