venerdì 27 aprile 2012

Attorno a Grillo si è creato un Movimento fatto di gente perbene e che sogna una politica perbene, trasparente, senza ruberie. E che difficilmente si dissolverà nel niente

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/guai-confondere-grillo-movimento-stelle/209120/

"Guai confondere Grillo col Movimento 5 stelle
Quando Pierluigi Battista, sul Corriere della Sera, parla di “sguaiataggine del grillismo”, è evidente che non si è mai mosso dal suo ufficio. Non sa di cosa parla, quando descrive il Movimento 5 Stelle. Perché se è vero che Beppe Grillo gioca a fare il padre padrone e, allo stesso tempo, il demagogo, l’incarnazione vivente di colui che vorrebbe prendere a picconate il partitismo, diverso è il ruolo che giocano i cosiddetti “grillini”, quelli che sono stati eletti con il Movimento 5 Stelle. E che la politica la fanno tutti i giorni sui banchi dei consigli regionali e comunali.

Per capire cos’è il Movimento 5 Stelle farebbero bene a farsi un giro nelle realtà dove esistono, e dove la politica si mastica giorno dopo giorno. I cosiddetti grillini sono una spina nel fianco ai partiti, giocano il ruolo che spesso dovrebbe essere demandato ai giornalisti: fanno i cani da guardia al potere, e allo stesso tempo, riescono a mettere sul tavolo proposte concrete di governo.

A Bologna, in consiglio regionale, ci sono due signori, ragazzi, sarebbe meglio definirli, come Giovanni Favia e Andrea Defranceschi, che fanno politica. Eccome se la fanno. Avete presente l’irruenza di Grillo, la sguaiataggine di cui parla Battista? Bene: loro – ma come altre decine di esponenti del movimento – sono esattamente il contrario. Prudenti, riflessivi, preparati. Se oggi sappiamo che dove si sta costruendo la Variante di Valico, il raddoppio della Bologna-Firenze, la grande opera berlusconiana che avrebbe dovuto rilanciare il governo se non ci fossero state Ruby e Angela Merkel, c’è un paese che frana lo si deve anche a Defranceschi. Ha vissuto con quella gente della val di Sambro per mesi, accanto alle loro poche case, e si è sbattuto avanti e indietro perché Autostrade – ancora senza riuscirci – cambiasse i piani. Quel tratto di autostrada è costruito su una frana, la frana si muove e rischia di portarsi via paesi e case, oltre a mettere a rischio i viadotti dell’A1 che si spostano. Questa non è politica?

Non è politica andare in consiglio regionale e proporre l’abbattimento dei costi? Non è politica chiedere alla Regione un impegno perché la Maserati non venga smantellata? Ci spieghi, altrimenti, cosa si intenda per “fare politica”. Se è quella che si alternano a fare il Pd e il Pdl, no grazie.

Il governo è stato in piedi per anni grazie al sistema dell’antipolitica vera, quella incarnata da Bossi. Come mai i Battista hanno taciuto? Pontida è il luogo dove la politica è andata a morire, non è morta altrove, è morta lì, tra quelle genti mascherati da vichinghi e nelle stanze al piano interrato di Arcore.

Se poi Beppe Grillo alza i toni è un altro discorso. La mia non è una difesa di Grillo, che personalmente – per quanto possa interessare il lettore – non mi è per niente simpatico. Anzi. Non mi è simpatico il comico, lo showman, tantomeno il politico. Non mi piacciono i modi da despota che talvolta usa, il marchio del Movimento che si tiene ben stretto, le sue idee sull’euro. Ma a prescindere dalla sua persona, attorno a lui si è creato un Movimento, appunto, fatto di gente perbene e che sogna una politica perbene, trasparente, senza ruberie. E che difficilmente si dissolverà nel niente. "

martedì 17 aprile 2012

Jag kommer att anklaga (Io vi accuso)


Dal Blog di Grillo

http://www.beppegrillo.it/2012/04/nessuno_uscira.html

"Io vi accuso di aver sottratto il futuro a due generazioni, vi accuso di collusione con le mafie, di furto ai danni dello Stato con i finanziamenti pubblici ai partiti aboliti da un referendum. Vi accuso di aver dichiarato guerra alla Libia rinnegando la Costituzione. Vi accuso di occupare senza alcuna ragione l'Afghanistan, di dilapidare miliardi di euro in cacciabombardieri mentre gli operai muoiono per mancanza di controlli e di sicurezza nei cantieri e gli imprenditori si suicidano perché non riescono a pagare le rate a Equitalia. Vi accuso di aver cancellato l'innovazione, la ricerca, di aver trasformato le nostre migliori scuole in diplomifici inutili. Vi accuso di aver nascosto la verità mentre sperperavate mille miliardi di euro in dodici anni finiti nell'attuale voragine del debito pubblico. Vi accuso di aver condannato un popolo alla miseria per decenni per onorare 100 miliardi di euro di interessi annui sui titoli di Stato, soldi sottratti alle spese sociali, ai diritti primari di ogni cittadino. Vi accuso di aver rinnegato la Costituzione ogni volta che vi è stato possibile. Vi accuso di aver occupato ogni spazio della società con la vostra voracità, le vostre mandibole, le vostre tangenti. Insaziabili come una metastasi. Vi accuso di essere dei mentecatti, dei dilettanti, dei signor nessuno che hanno vinto il biglietto della lotteria in Parlamento, gente che solo un anno fa negava la crisi. La carica pubblica per voi è l'unica risorsa possibile. Fareste qualunque cosa, come avete già fatto in passato durante l'oscura Storia della Repubblica, per non perderla."

lunedì 16 aprile 2012

"l’unico modo per non finire come la Grecia è rispettare la legalità"


Da http://www.beppegrillo.it/2012/04/passaparola__gli_affari_del_pdl_e_del_pdmenoelle_-_ferruccio_sansa/index.html


"Cortocircuito totale
Un saluto per prima cosa agli amici del blog di Beppe Grillo, tanti li ho visti, li ho conosciuti quando ci siamo incontrati a Cesena e adesso mi colpisce il fatto in qualche modo di ritrovarli anche se attraverso il computer. Io sono Ferruccio Sansa, un inviato del giornale Il fatto quotidiano.
Con il mio collega Claudio Gatti ho scritto “Il sottobosco”. Un libro che ci porterà soprattutto delle grandissime rogne, però noi ci tenevamo moltissimo a farlo perché credo che affronti una delle questioni essenziali, uno dei mali essenziali dell’Italia di questi anni, cioè il rapporto malato tra la politica e l’economia, tra la politica e l’impresa, tra la politica e la finanza.
Sono anni che parliamo della Casta. La Casta è la classe dirigente che sta ai livelli più alti, responsabile delle grandi decisioni politiche prese a Palazzo Chigi, a Montecitorio, ma le decisioni che cambiano veramente la nostra vita vengono prese altrove. L’appalto che va a un imprenditore amico degli amici invece che a voi che avete un’impresa sana, il posto all’università che va a una persona raccomandata piuttosto che a voi che avreste i titoli, il posto in ospedale che va all’amico del direttore sanitario che ha le maniche nel partito. Tutte queste cose non dipendono tanto dalla Casta, dipendono dal sottobosco. Il sottobosco è appunto quello che si nutre dell’ombra dei grandi alberi. Il sottobosco è il luogo dove la politica si incontra con gli affari. Il punto centrale del nostro discorso è questo. Prendete il Pd, prendete il Pdl, l’Udc. Sotto i riflettori nei programmi televisivi da Bruno Vespa si scambieranno anche degli attacchi diciamo così formali, ma poi quando si scende sotto la superficie dell’acqua, quando ci si allontana dai riflettori in realtà spesso fanno affari insieme.
Noi non ci siamo avventurati in questioni astratte. Abbiamo preso casi concreti basati spesso su intercettazioni telefoniche, su un lavoro lunghissimo, abbiamo fatto visure camerali, raccolto testimonianze. Abbiamo parlato della Livorno – Civitavecchia, una delle autostrade più criticate in Italia. La Livorno – Civitavecchia è un’opera da manuale, perché voluta insieme dal centro-destra e dal centro-sinistra. Nel centro-destra ci sono i soliti Matteoli, i soliti Verdini che voi conoscete bene che sono a favore di quest’opera, e diciamo che il loro curriculum forse indurrebbe a qualche cautela, i soliti Lunardi che sono favorevoli a questa opera, e dall’altra parte ci sono i soliti esponenti del centro-sinistra, soprattutto della corrente dalemiana, per esempio Conti. Conti è un ex assessore della Regione Toscana che due settimane dopo che ha smesso di fare l’assessore alle infrastrutture è entrato, nominato dal Monte dei Paschi di Siena (la banca rossa), nel consiglio di amministrazione di un fondo pubblico, credo ci siano anche dei soci privati, comunque un fondo che doveva realizzare le stesse infrastrutture di cui lui si era occupato come assessore. Questo è cortocircuito, questo passare frequentissimo nel sottobosco dal pubblico all’impresa. Ed ecco che questo gruppo di persone comincia a cercare di realizzare il suo grande amore, l’infrastruttura, che sono i nuovi aeroporti di Firenze, l’aeroporto di Siena, per il quale c’è una grossa inchiesta in cui sono stati indagati anche i vertici del Monte dei Paschi di Siena, e soprattutto la Livorno – Civitavecchia, autostrada cosiddetta ambientalizzata. Ambientalizzata un accidente perché poi è un’autostrada che corre nelle zone della Maremma, le più belle d’Italia. Autostrada che vede come Presidente della società Antonio Bargone. Chi è Antonio Bargone? Un dalemiano di ferro, sottosegretario nel governo D’Alema alle infrastrutture e alle opere pubbliche. Smessa la carriera politica, in cui si occupava di infrastrutture, diventa il Presidente della società che deve realizzare le infrastrutture, cioè l’autostrada Livorno – Civitavecchia. Un cortocircuito totale. Il governo Berlusconi lo sceglie come commissario per sorvegliare che l’opera sia realizzata al meglio e qui siamo al cortocircuito triplo, perché Bargone è nominato dal governo per sorvegliare su come la società di cui Bargone è Presidente realizzerà l’opera. Questi passaggi continui dalla politica all’impresa e queste alleanze dimostrano come il Pd e il Pdl siano spesso la stessa cosa, ma non solo Pd e Pdl, vediamo anche l’Udc spesso, per esempio nella grandissima autostrada Mestre – Civitavecchia. Mestre – Civitavecchia, opera voluta da Napolitano, voluta da Bersani che, era il Presidente dell’associazione che la promuoveva, dovrebbe essere realizzata da chi? Da Vito Bonsignore parlamentare europeo dell’Udc e poi del Pdl.

Chi scaglierà la pietra per primo?

Questa è l’alleanza vera in Italia, non vi fidate di quello che c’è scritto nelle liste elettorali perché poi gli affari li fanno tutti insieme. Parliamo, per esempio, di bingo. Il bingo varato dai governi di centro-sinistra degli anni 96 – 2000. La grande furbata, quella del gioco d’azzardo legale, fregandosene delle conseguenze sociali che può avere,
parte e diventa una delle grandi forme per cercare di rimettere in sesto le casse dei partiti. Ci si imbarcano immediatamente i soliti, i Ds allora e cioè il Pd, e la Lega. Volevano puntare sulle scommesse dei poveracci che avrebbero giocato tutti i loro risparmi nel bingo per cercare di riempire le casse dei partiti, è andata diversamente perché sono quasi tutti finite ingloriosamente queste imprese. Però sono indicative. Il Presidente della società vicina ai Ds del bingo era Vincenzo Scotti, poi sottosegretario del governo Berlusconi, un democristianone di centro-destra che presiede una società in cui ci sono tante persone vicine a D’Alema. Dall’altra parte c’è la Lega che fa un’altra società per il bingo, vi rendete conto! A questo punto siccome tutti sono coinvolti in questo tipo di affari come troveremo quello che scaglia per primo la pietra? È impossibile, perché se la maggioranza fa le stesse cose che fa l’opposizione, questa cosa può dire? Niente! E allora rimarremo sempre allo stesso punto senza nessuna possibilità di cambiamento. Grandi opere, bingo, i porticcioli. I porticcioli che sono raddoppiati. In alcune regioni come il Molise sono aumentati del 600 per cento in 15 anni, come mai? È la legge che li ha voluti, questa abnorme proliferazione dei porticcioli che hanno distrutto le nostre coste è del dalemiano Burlando, poi hanno cominciato a realizzarli per esempio Caltagirone e Bellavista a Imperia, voluti e sponsorizzati in tutti i modi da Scajola. Ci sono società pubbliche come “Italia Navigando” che si sono interessate alla realizzazione di queste opere e sono presiedute da altri dalemiani.
Vi racconto ancora questo caso e poi arrivo alla conclusione. Pensate al caso delle escort di Tarantini malamente definito di destra, perché non è così. Perché questo caso ha colpito insieme anche il centro-sinistra, perché Tarantini procurava le escort, chiamiamole escort, a Berlusconi e in cambio chiedeva a Berlusconi se poteva interessarsi per degli affari di imprenditori amici di Tarantini di provenienza di centro-sinistra, persone che erano tra i finanziatori della fondazione di D’Alema. È questo il grande “apparente” paradosso, perché scrivendo “Il sottobosco” ci siamo resi conti che non è un paradosso, alla fine è la norma che il centro-destra faccia affari con il centro-sinistra. E quindi non possiamo assolutamente sperare che questi cambino, si rinnovino, preparino delle regole per poter preparare un’alternanza. Non sarà così perché sono la stessa cosa.
Concludo dicendo questo: è arrivata talmente a un punto forte e profondo questa compenetrazione tra centro-destra e centro-sinistra che non è più soltanto politica, non è più soltanto di affari ,è antropologica e culturale. I berlusconiani di centro-destra assomigliano sempre più ai berlusconiani di centro-sinistra, questo è il frutto del berlusconismo. Ci siamo tenuti Berlusconi per tanti anni proprio per questo, perché quelli di sinistra, di centro-sinistra avevano fatto spesso cose simili, se non uguali, a quelli della maggioranza e non potevano scagliare la prima pietra perché avevano molte colpe. In un momento di crisi come questa le grandi questioni della legalità, della trasparenza, vengono messe in secondo piano, anzi vi diranno probabilmente “Guardate che l’importante è cercare di non finire come la Grecia”, ma l’unico modo per non finire come la Grecia è rispettare la legalità che vuole dire efficienza negli appalti, vuole dire anche e soprattutto cambiare di chi governa, cambiare le persone che fanno politica, che dicono di fare politica, ma bisogna soprattutto che noi siamo consapevoli dell’importanza del nostro ruolo di cittadini. Passaparola!"

martedì 10 aprile 2012

La Lega dà lezioni al Pd - Bossi jr lascia la Regione, Penati è indagato ma non si dimette.

Da lettera43 di oggi.

http://www.lettera43.it/politica/la-lega-da-lezioni-al-pd_4367546765.htm

"Stefano Boeri, assessore alla Moda cultura e desing del Comune di Milano e candidato alle primarie del Partito democratico dove vinse l'attuale sindaco Giuliano Pisapia se l'è chiesto: «E se il Trota ci stesse dando una lezione?».
L'esponente del Pd, però, non è l'unico a farsi questa domanda, dopo il passo indietro di Renzo Bossi in consiglio regionale della Lombardia. Basta farsi un giro su Facebook, nella pagina di Boeri, ma anche di altri big democratici.
PENATI E RUTELLI: NIENTE DIMISSIONI. Perché Filippo Penati, pur indagato per concussione e corruzione per presunte tangenti intascate sulla riqualificazione dell'ex Area Falck di Sesto San Giovanni, non si è dimesso da consigliere regionale?
Perché non si è dimesso l'ex leader della Margherita Francesco Rutelli, cui, come all'ex segretario della Lega Nord Umberto Bossi, è capitato di incappare in un tesoriere truffaldino di nome Luigi Lusi che avrebbe fatto sparire 30 milioni di euro? E l’elenco potrebbe continuare.
LA LEGA HA IMPRESSIONATO IL PD. La reazione fulminea della Lega ha favorevolmente impressionato i militanti del Pd e lasciato di stucco (e impensierito) molti dirigenti del partito di Pier Luigi Bersani, che all’inizio erano partiti con determinazione annusando la débâcle leghista."