sabato 24 marzo 2012

Caro dott. Monti, non vedo equità!

Quasi una squadra di calcio, dieci persone sono indagate in un consiglio di un'importante regione italiana.

Cozze pelose che spuntano nella vasca da bagno di un sindaco.

Intanto corruzione fa rima con prescrizione.

E la concussione? Cerchiamo su Gogol: DELETED, "perché ce lo chiede l'Europa"!

Prendo un caffè.
"No, non mi serve lo scontrino, perché tanto non lo posso scaricare".

"Faccio un giro in Ferrari, perché la Maserati è in officina.
Tutto senza fattura dottò? Si perché sono un evasore totale, ma con dignità".

No, caro dott. Monti, non vedo l'equità.






lunedì 12 marzo 2012

Ricetta di cucina dal Giappone

Funghi e lievito di birra, sono questi gli ingredienti che le mamme giapponesi inseriscono nelle pappe dei loro bambini dal giorno dell'incidente nucleare di fukushima.
Ogni giorno questa ricetta, per combattere la radioattività che si annida nei cibi destinati ai loro figli.
Questa e' la "normalità" a cui e' ritornato il Giappone.

sabato 10 marzo 2012

Anna Paola Concia: «Vorrei ricordare ad Angelino Alfanetto che non soltanto la sinistra europea ma anche la destra europea è a favore dei matrimoni gay. Mi chiedo se il segretario del Pdl conosca Cameron, Sarkozy e Merkel e li abbia mai sentiti parlare di diritti civili».

http://www.lettera43.it/attualita/43022/angelino-se-la-prende-con-i-gay.htm

La lezione di Fukushima. Errori e reticenze - Giappone impreparato al disastro nucleare

Dal Fatto Quotidiano di oggi

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/10/lezione-fukushima-errori-reticenze-“giappone-impreparato-disastro-nucleare”/196549/

A un anno dal peggior incidente atomico dopo Chernobyl, Greenpeace pubblica un rapporto che accusa le autorità nipponiche “incapaci di pianificare gli interventi per proteggere cittadini e ambiente”Un anno dopo Fukushima, il ground zero del Giappone è una zona spettrale. In un raggio di 20 Km attorno agli scheletri accartocciati delle centrali atomiche, l’ambiente è stato dichiarato “inadatto alla vita”. Persino la Capitale, distante 250 km, secondo quanto è emerso nei giorni scorsi da un rapporto riservato della Commissione giapponese per l’energia atomica, è stata a rischio evacuazione. “Malgrado sia un paese tecnologicamente avanzato, il Giappone si è trovato impreparato di fronte al disastro nucleare. Incapace di anticipare gli eventi, come se non fossero stati approntati adeguati piani d’emergenza per proteggere i cittadini e l’ambiente”. È la denuncia di un fallimento. Impietosa. Proviene da un rapporto elaborato da Greenpeace, intitolato “Lezioni da Fukushima”.

Secondo l’associazione ambientalista, che cita la relazione preliminare presentata lo scorso dicembre dalla Commissione d’inchiesta sugli incidenti di Fukushima, “la Tepco, società elettrica nipponica, non era preparata ad affrontare un incidente nucleare. Se la compagnia e le autorità non avessero compiuto così tanti errori all’inizio della catastrofe, la quantità d’inquinanti radioattivi liberati nell’ambiente sarebbe stata di gran lunga inferiore”. Negli atti della Commissione, che concluderà i suoi lavori quest’estate, si legge che “dal momento in cui l’energia nucleare è presentata come sicura, diventa poi difficile considerare in quali direzioni una situazione di pericolo possa evolvere e cosa possa essere fatto per contenerla. Nessuna evenienza può essere ignorata, solo perché la probabilità che si verifichi è bassa”.

Notizie contraddittorie. Errori di valutazione. Reticenze e sottovalutazioni dei pericoli per la popolazione. È lungo e articolato l’elenco delle inadempienze descritto dal rapporto. Si va dai piani di evacuazione “inadeguati perché basati su rigidi cerchi concentrici”, alle scorte di viveri nei centri di raccolta “esaurite in pochi giorni”. A causa dell’erroneo utilizzo di un software per la previsione del fallout radioattivo, per esempio, “molte persone sono state trasferite in zone più contaminate dei luoghi di provenienza”. E non è andata meglio nella risposta delle strutture sanitarie. “In una casa per anziani 45 pazienti su 440 sono morti – si legge nel rapporto – perché il personale è fuggito. E gli ospedali della provincia di Fukushima hanno dovuto sospendere le attività, perché molti medici e infermieri si sono dimessi per non essere esposti alle radiazioni”.

Secondo Greenpeace, l’emergenza è tutt’altro che risolta. I 3mila tecnici che ancora operano nelle centrali – i soli autorizzati a varcare il confine virtuale della non vita – sono riusciti solo tre mesi fa a riportare le temperature dei noccioli entro i limiti di guardia. Ma a Fukushima le centrali continuano a sprigionare sostanze radioattive. L’ultima stima dell’Istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare francese è pari a 70 milioni di Becquerel l’ora. All’interno delle centrali il livello di radioattività è ancora altissimo: 1500 micro-sievert l’ora, contro una soglia di rischio di circa 0,2. “Non è ancora chiaro quale sia la reale entità dei danni causati dall’inquinamento radioattivo”, sottolinea il rapporto. Secondo i dati dell’ente francese, a largo della centrale, per centinaia di km, il Pacifico registra ormai livelli di cesio 137 mille volte superiori alla norma. E la quantità di radionuclidi nell’atmosfera è compresa tra il 10 e il 40 per cento di quella liberata a Chernobyl.

Il governo nipponico tenta adesso di correre ai ripari. E, con un ordinanza dello scorso dicembre, promette la decontaminazione di tutte le zone in cui l’irradiazione superi 1 millisievert l’anno. Si tratta di un’area di circa 13mila Km quadrati e di 29 milioni di metri cubi di materiale da bonificare. In pratica, una superficie pari al 3 per cento dell’intero territorio giapponese. Il costo stimato è di circa 16 miliardi di dollari.

Capitolo scottante, quello dei costi. Solo una minima parte dei 150mila cittadini evacuati è stata, infatti, indennizzata. Previa compilazione di una complicata domanda di 60 pagine, che ha spinto molte famiglie a desistere. Secondo il rapporto, “la Tepco disporrebbe di una copertura assicurativa di 1,5 miliardi di dollari, a fronte di una stima degli interventi pari a 600 miliardi di dollari. Il governo giapponese dovrà, pertanto, intervenire – precisa Greenpeace -. Un chiaro esempio di come si possano privatizzare gli utili e socializzare le perdite”.

TELEGRAMMA DA FUKUSHIMA

GIAPPONE: DOPO UN ANNO DA DISASTRO NUCLEARE ET PIU DI 19000 MORTI, 53 REATTORI NUCLEARI ENTRATI IN MANUTENZIONE ORDINARIA ET/O SPENTI.
AREA DI PIU' DI 20 KM DI RAGGIO ATTORNO A CENTRALE FUKUSHIMA E' CITTA' FANTASMA STOP.
NONOSTANTE PROPAGANDA GOVERNATIVA SI SA CHE SARA' IMPOSSIBILE BONIFICA STOP.
FONTI GOVERNATIVE DICHIARANO CHE PARTE DEL MATERIALE RADIOATTIVO E' RICADUTA SU GIAPPONE CON PIOGGIA E NEVE LASCIANDO SULLE ZONE COLPITE ACCUMULI DI CIRCA 10000 BEQUEREL SU METRO QUADRATO STOP.
MINISTRO DELLA SCIENZA GIAPPONESE DICHIARA CHE IL 10% DEL GIAPPONE E' STATO COLPITO DA RADIAZIONI DI FUKUSHIMA ET 8% DEL TERRITORIO E' RICOPERTO DA CESIO 137 PARI A 300000 KM QUADRATI STOP.
NESSUNO VUOLE OSPITARE MATERIALI PROVENIENTI DA FUKUSHIMA STOP.
SOLO UN RATTORE NUCLEARE E' ATTIVO IN TUTTO IL GIAPPONE STOP.
LA NOTIZIA NON VIENE DIFFUSA NEL MONDO IN MODO OPPORTUNO STOP.
PROBABILMENTE PER PAURA CHE GENTE CAPISCA CHE E' POSSIBILE SPEGNERE/DISATTIVARE REATTORI ET CHE ESISTE ALTERNATIVA AL NUCLEARE.

LOTTARE SEMPRE CONTRO IL NUCLEARE E' SEGNO DI CIVILTA'
IL NUCLEARE UCCIDE
STOP NUCLEARE

mauve

venerdì 9 marzo 2012

La Coca Cola contiene 4-metilimidazolo dichiarato cancerogeno dallo Stato Federale della California

Il 4-metilimidazolo è il composto chimico giallognolo che si forma nel caramello colorante durante il processo di cottura.

http://www.lettera43.it/economia/aziende/42939/coca-e-pepsi-sbiadiscono.htm

Caro amico ti scrivo

Lucio l'uomo che ha cantato l'uomo.
L'uomo che ha cantato i primi e gli ultimi, il bene e il male, la notte ed il giorno, la luce ed il buio, i buoni e i cattivi, l'allegria e la tristezza, i bambini e gli adulti, i santi e gli assassini, la guerra e la pace.
L'uomo che ha cantato tutti i colori, gli animali e le piante.
L'uomo che ha scritto e cantato per capire l'uomo ed il suo perché.
L'uomo che e' stato poesia, musica,canzone.
L'uomo che e' stato tutto questo, umile al punto di considerare tutto ciò un mistero.
L'uomo che ci ha regalato il suo mistero, forse anche ...."per poter riderci sopra e continuare a sperare"...

Grazie Lucio

domenica 4 marzo 2012

Le rondini

Vorrei entrare dentro i fili di una radio E volare sopra i tetti delle città Incontrare le espressioni dialettali Mescolarmi con l’odore del caffè Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali E con la polvere dei sogni volare e volare Al fresco delle stelle, anche più in là Coro : Sogni, tu sogni nel mare dei sogni. Vorrei girare il cielo come le rondini E ogni tanto fermarmi qua e là Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità. Vorrei seguire ogni battito del mio cuore Per capire cosa succede dentro e cos’è che lo muove Da dove viene ogni tanto questo strano dolore Vorrei capire insomma che cos’è l’amore Dov’è che si prende, dov’è che si dà Coro : Sogni, tu sogni nel cielo dei sogni

FF.SS. che mi hai portato a fare sopra a Lione se non mi vuoi più bene Si TAV vs. NoTAV

Sono settimane che i telegiornali e i politici ci parlano degli incidenti durante le manifestazioni NoTAV.
Quel poveretto che è caduto dal traliccio, i poliziotti insultati e malmenati, i manifestanti picchiati, le autostrade bloccate, Monti che si straccia le vesti...
Ma la TAV è nata oggi?
Non è il frutto di vent'anni di concertazione ambientale-ingegneristico-politico-amministrativa?
Da vent'anni i politici hanno deciso, gli amministratori hanno disposto, gli imprenditori hanno proposto, i mafiosi forse hanno investito (?): e gli abitanti della Val di Susa? Hanno votato. Si, anche loro hanno partecipato, votando e rivotando gli amministratori e i politici che avevano (a torto o a ragione) voluto fermamente la TAV.
C'è da chiedersi perché gli amministratori volevano la TAV, se per una prospettiva geo-economica, se per un calcolo politico, se per un futurismo spinto o se per un po' di mazzette; ma c'è da chiedersi anche perché hanno sempre ottenuto il voto.
C'è da chiedersi se nella presentazione dei loro programmi hanno detto chiaramente che volevano lo scempio della Val di Susa, o se invece hanno omesso questo particolare e magari hanno messo in lista bloccata qualche avvenente tettona per fare voti, ma la lobotomizzante demagogia è un'altro discorso.
C'è da chiedersi quindi se la TAV è l'epilogo di vent'anni di sospensione della democrazia partecipativa, in cui la corruzione, il gioco politico e il disinteresse dei cittadini hanno creato un costosissimo eco-mostro, che nessuno vorrebbe, ma che ormai dobbiamo pagare fino all'ultimo miliardo.

Ma che cavolo vado a fare sopra a Lione se non mi vuoi più bene?

giovedì 1 marzo 2012

grazie Lucio, grande poeta

...e se quest'anno passasse in un istante, vedi amico mio, come diventa importante, che in quest'istante ci sia anch'io...