Da Lettera 43 di ieri
Nei cieli europei viaggia una silenziosa nube di particelle radioattive: è da tre settimane che in diversi punti del continente vengono rilevate nell'aria tracce dell'isotopo Iodio 131.
Il 16 novembre le autorità d'Oltralpe ne hanno annunciato la presenza nel Nord e nell'Est della Francia.
GIÀ SETTE PAESI COINVOLTI. Il livello di radiazioni registrato non è preoccupante, ma la segnalazione di Parigi è solo l'ultima di una lunga serie: lo Iodio 131 si è diffuso anche in Polonia, Germania, Svezia, Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia. Se superasse i Pirenei e raggiungesse la Spagna, avrebbe percorso l'intero continente dalla Russia all'Atlantico.
LA CONFERMA DELL'AIEA. L'esistenza della 'nuvola' radioattiva è stata confermata anche dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea). Che, però, ha rassicurato: non ci sono pericoli per la salute pubblica.
«Le autorità di Repubblica Ceca, Austria, Slovacchia, Germania, Svezia, Francia e Polonia hanno continuato a misurare livelli molto bassi di Iodio 131 nell'atmosfera negli ultimi giorni», è scritto in una nota dell'Agenzia di Vienna, che sta lavorando sul caso.
Dalle indagini dei tecnici non è ancora emersa una certezza sull'origine delle radiazioni: potrebbero provenire da laboratori medici, ospedali o sottomarini nucleari. Poco plausibile che siano state liberate dal reattore giapponese di Fukushima, lesionato nel marzo scorso a causa del terremoto e del successivo tsunami.
LA FONTE: IL CENTRO DEGLI ISOTOPI DI BUDAPEST. L'agenzia francese per la sicurezza nucleare (Irsn) ha avanzato l'ipotesi che la fonte sia un'industria farmaceutica. Ma per gli studiosi dell'Aiea a diffondere gli elementi radioattivi è stato «molto probabilmente» l’Istituto degli isotopi di Budapest, che produce particelle da utilizzare nel campo medico, per la ricerca e le applicazioni industriali.
L'Authority internazionale avrebbe ricevuto l’informazione direttamente dalla Haea, l’Hungarian atomic energy authority. Il rilascio sarebbe avvenuto dall’8 settembre fino al 16 novembre, per cause «ancora da investigare».
IL SILENZIO SULL''INCIDENTE'. Le radiazioni dell'I-131 possono contaminare il latte e le verdure. Anche se l’Aiea ha precisato che i livelli di radiazioni sono estremamente bassi: respirandole per un anno si riceverebbe una dose di 0,01 microsieverts, mentre nello stesso periodo si è esposti a un “fondo” di radioattività naturale di 2.400 microsieverts.
Ma il punto è un altro. Se la ricostruzione fornita dall'istituto ungherese è corretta, allora per più di due mesi, in un Paese dell’Unione europea, sono stati diffusi grandi quantitativi di particelle radioattive nell'aria senza che nessuno ne fosse informato. In Italia (e in altri Stati) il solo non comunicare eventi del genere ha rilevanza penale.
http://www.lettera43.it/attualita/31755/giallo-sulla-nube-radioattiva-in-europa.htm

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