lunedì 10 ottobre 2011
LA CRISI DEGLI ASINI
Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno
in un villaggio.
In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi
passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli
sarebbe stato offerto.
I contadini erano effettivamente un po'
sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a
casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.
L'uomo venne
anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo
tante persone gli vendettero i propri animali.
Il giorno seguente,
offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini
del villaggio.
Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che
avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal
villaggio.
Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge che aveva
appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di
vendere le bestie 400 € l'una.
Vedendo la possibilità di realizzare un
utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del
villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li
avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca.
Come era
prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso
fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio
rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli.
Gli
sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i
prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono
sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.
Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che
se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe
dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al
Comune.
Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i
soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti,
diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e
primo assessore).
Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la
tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli
del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti.
Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso
alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi
vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun
modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.
Su consiglio
disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno
soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la
sanità ... Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti
dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono
aumentate.
Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare
questo scandaloso commercio di asini.
Questa triste storia diventa più
gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono
fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il
sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato.
Molto
generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del
sindaco uscente.
Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa
fecero gli abitanti del villaggio.
E voi, cosa fareste al posto loro?
Che cosa farete?
Se questa storia vi ricorda qualcosa, ritroviamoci
tutti nelle strade delle nostre città e dei nostri villaggi Sabato 15
ottobre 2011 (Giornata internazionale degli indignati) ... e fate
circolare questa storiella....
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