sabato 10 dicembre 2011

i "se" e i "ma"

Gli asili parrocchiali salvano le famiglie di lavoratori che restano fuori dalle liste per gli asili comunali (e le maestre sono bravissime e motivate). La Chiesa è sicuramente presente nel sociale e sopperisce anche dove lo Stato è carente . Molti preti sono pure stati “eroi”. Nessuno nega questo. Ma che il Vaticano evada milioni di euro non pagando l’ICI sulle attività commerciali è uno scandalo. Se n’è accordo perfino Bagnasco che ha timidamente annunciato che non sarebbe ingiusto pagare un po’ di tasse. Questo avviene perché le lobby vaticane (ciellini opus dei e quant’altri) infiltrano il potere politico e, nel nome di Dio, si arricchiscono. Se si è costretti, pur pagando le tasse, a pagare per i servizi, è anche per questo motivo. L’Italia ha già dato, ora anche basta! L’Italiano medio è mezzo rintronato. I nostri figli pagheranno per le generazioni di rammolliti che li hanno preceduti e che hanno spensieratamente arraffato l’arraffabile. I beoti che hanno bloccato il traffico a Roma sul Ponte Milvio per il nuovo IPHONE/PAD meritano la crisi. E’ vero che qualche gratta e vinci pareggia la mancata indicizzazione delle pensioni. Ma i vari arrampicati sulle varie impalcature nelle varie città di Italia chiedendo solo di poter lavorare e di poter mantenere le loro famiglie, i giovani precari che verosimilmente resteranno a spasso, i nuovi poveri - ex middle class - che si arrabattano per arrivare a fine mese, alle prese con i vari servizi (scuola, sanità…) che stanno andando alla deriva meritano rispetto e non possono essere mescolati tutti nello stesso calderone! E’ demagogico pensare che scagliarsi contro i privilegi risolva la crisi. Ma quando si chiede tanto a chi ha già dato tutto si deve dare quantomeno il buon esempio. Una patrimoniale giusta, una vera riduzione dei privilegi della casta, una ICI equa che non esenti nessun potere forte, una vera lotta all’evasione farebbero forse sentire meno forte il “vago senso di averlo preso in culo” (cito Silvestri). D’accordo poi che siamo così nella cacca che è meglio avere un po’ di senso di responsabilità e accettare i sacrifici inevitabili, d’accordo che se si campa tanto si deve lavorare di più. Ma almeno continuare a esprimere un’opinione, proprio ora che la politica ha abdicato ai suoi doveri delegando a terzi il peso delle scelte, forse è un modo per mantenere in vita quel che resta della nostra fragile e agonizzante democrazia. baci a tutti Artemide

2 commenti:

  1. Sto' cercando di elaborare una mia idea sulla crisi e sul debito italiano.
    Il debito italiano è stato creato da anni di amministrazione incapace e corrotta e da generazioni di italiani che hanno votato gli amministratori incapaci e corrotti e hanno approfittato di un Welfare troppo generoso e che faceva troppo pochi controlli.
    La crisi interazionale è nata dalla speculazione di agenzie finanziare americane che hanno sopravalutato pacchetti farlocchi di debiti di aziende e di stati.
    La crisi ha peggiorato il debito italiano perché ha aumentato in modo spropositato iglù interessi dei debiti in un momento in cui la produttività è ridotta per la crisi stessa.
    Possiamo fare come ha fatto con successo l'Islanda nel 2008? Possiamo dichiarare truffaldina l'origine del debito e legiferare per non pagarlo? No, o meglio non tutto, ma solo nella parte legata all'aumento degli interessi.
    Il resto è dovuto alla corruzione e l'incapacità. Possiamo chiedere i danni agli amministratori? In Islanda lo hanno fatto. Anche il Primo Ministro è sotto processo.
    Ma in Italia non riusciamo neanche a condannare il Primo Ministro per decine di reati comuni (meschini) e codificati da centinaia di anni di diritto penale. Come potremmo condannarlo per il nuovo reato di "malgoverno"

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  2. Stimo molto l'Islanda e il suo coraggio. Ma c'e una sostanziale differenza con l'Italia: l'Islanda ha un totale di 320.136  abitanti, l'Italia 60.742.397.
    Se l'Italia andasse in default tutti noi saremmo a breve senza stipendio e senza casa...

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