domenica 11 dicembre 2011

Ex Primo Ministro sotto processo per Malgoverno


Sto cercando di elaborare una mia idea sulla crisi e sul debito italiano.
Il debito italiano è stato creato da anni di amministrazione incapace e corrotta e da generazioni di italiani che hanno votato gli amministratori incapaci e corrotti e hanno approfittato di un Welfare troppo generoso e che faceva troppo pochi controlli.
La crisi interazionale è nata dalla speculazione di agenzie finanziare americane che hanno sopravalutato pacchetti farlocchi di debiti di aziende e di stati.
La crisi ha peggiorato il debito italiano perché ha aumentato in modo spropositato gli interessi dei debiti in un momento in cui la produttività è ridotta per la crisi stessa.
Possiamo fare come ha fatto con successo l'Islanda nel 2008? Possiamo dichiarare truffaldina l'origine del debito e legiferare per non pagarlo? No, o meglio non tutto, ma solo nella parte legata all'aumento degli interessi.
Il resto è dovuto alla corruzione e l'incapacità. Possiamo chiedere i danni agli amministratori? In Islanda lo hanno fatto. Anche il Primo Ministro è sotto processo.
Ma in Italia non riusciamo neanche a condannare il Primo Ministro per decine di reati comuni (meschini) e codificati da centinaia di anni di diritto penale. Come potremmo condannarlo per il nuovo reato di "malgoverno"?

1 commento:

  1. Non lo possiamo fare, perchè l'islanda ha 300 mila abitanti e l'italia 60 milioni.

    Se l'italia facesse come l'islanda sarebbe una catastrofe totale da tutti i punti di vista.
    Basta vedere cosa è successo con la grecia dove già si parla di solo dieci milioni di abitanti.
    Per esempio, io, il giorno dopo non avrei più la casa perchè la deutsche bank se la venderebbe....
    Purtroppo non possiamo pensare di non giocare con queste regole, in questo momento.
    Regole che poi dovranno cambiare, completamente cambiare.
    Una cosa invece si potrebbe fare: silenzio stampa per le agenzie di rating, blocco della loro attività con l'accusa di grave destabilizzazione socio-politica a fini speculativi.

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