Sono turbato da quello che è successo a Utoya.
Non solo per gli agghiaccianti racconti dei sopravvissuti.
Braccati in un isola da un poliziotto che spara a tutto ciò che si muove.
Sicuramente Tarantino farà un blockbuster su questo.
Ma a me fa paura la follia di uno, perché non è uno.
In Europa stiamo dimenticando il significato della convivenza nel rispetto delle libertà altrui.
Vecchi (e meno vecchi, vedi Haider) demagoghi ci indottrinano, facendoci credere che gli arabi sono il male, le donne sono il male, i poveri sono il male, i Rom sono il male, il vicino è il male...
Solo per raccogliere facili consensi che conseguono all'aumento della paura, che diventa preziosa come l'oro. Una nuova merce di scambio.
Io sono potente, perchè ho convinto i miei simili ad aver paura.
Io posso permettermi ville, incontro capi di stato, modifico il corso della storia.
La paura vale molto.
E poi un simpatico ragazzotto biondo e alto uccide più di 90 suoi coetanei su un isola verde e soleggiata.
Si ma questa è un'altra storia.

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