giovedì 12 maggio 2011

La dittatura si fa strada quando la società rinuncia ai diritti scritti sulla carta





OCSE: brava Italia, i conti tengono, basta una leggera correzione e siete i 
migliori...
Premetto subito che ho qualche dubbio sulla onesta' intellettuale di  Angel Gurria...
La sviolinata nei confronti del nostro governo cade troppo vicina alle elezioni, definite test nazionale di " tenuta del governo" dallo stesso Berlusconi,per essere una pura coincidenza.
Non fosse altro che per il fatto che attualmente in Messico ( paese del segretario dell'ocse Gurria) il potere lo detiene  un partito conservatore cristiano- democratico, una forza politica assimilabile al Partito Popolare Europeo, potrei dire con legittima  suspicione...i cugini della formazione 
politica berlusconiana.
Mi pare un lancio di "salvagente pre elettorale"  per Berlusconi, ne e' dimostrazione il fatto che i suoi tirapiedi hanno invaso le trasmissioni televisive facendo campagna elettorale solo con questo argomento.
E visto quello di cui e' stata capace Letizia Moratti ieri, ritengo il caimano ed il suo entourage, capace di usare qualsiasi strumento per mantenere il potere.

Non caschiamoci.
Non e' questo il problema.
La scelta di un radicale cambiamento della classe dirigente del nostro paese in questo momento non si deve basare sui conti pubblici, il problema principale 
non e'  la stabilita' economica.
Il problema e' la democrazia che va a rotoli, i diritti che vengono quotidianamente violati, la distruzione delle istituzioni, la creazione di enorme sperequazione sociale dovuta alla disoccupazione e alla perdita del lavoro, il tentativo di creare ostilità tra i servizi pubblici ( leggi dipendenti pubblici) ed i cittadini, le manovre per consentire la speculazione 
dei privati sulla cosa pubblica ( acqua)...
Il lavoro assiduo del governo e' la distruzione della coscienza civica, il superamento del senso della misura, la creazione di  una società dove sia possibile comperare cose, persone, impunita', leggi...
Non dobbiamo farci anestetizzare dalla teoria che i conti in regola giustificano qualsiasi cosa, qualsiasi comportamento, qualsiasi libertà nel gestire un paese, come se fosse una bisca.
Qualsiasi cosa bella che possa essere stata fatta dal governo non puo' giustificare l'uso del potere politico per destrutturare un paese.
Lo svuotamento del significato dell'essere cittadino porta alla dittatura, la dittatura ha molte facce ed all'inizio non viene riconosciuta.
La dittatura si fa strada quando la società rinuncia ai diritti scritti sulla carta e rinuncia a giudicare il potere sul piano etico, quello che sta accadendo in Italia.
Quando viene costruito un sistema immorale da parte del potere politico la reazione dei cittadini deve esserci.
Quando una sola persona dirige le menti di una maggioranza parlamentare acquistando voti di fiducia tramite promesse di poltrone, potere, posizioni d rilievo, danaro, siamo di fronte al baratro, anzi, stiamo già precipitando.
Quando un parlamentare venduto dichiara di averlo fatto per pagarsi il mutuo non siamo alla frutta...siamo alla frutta quando i cittadini, sapendo questo, 
non reagiscono o peggio continuano a premiare con il loro voto questo sistema.
Dobbiamo ricordare che la Romania di Ceausescu, vista dall'occidente, era un paese "pagatore" , dal punto di vista economico non dava pensieri agli altri.
Fin troppo semplice l'esempio paradigmatico della Cina, la seconda potenza economica, con un PIL che fa paura all'occidente...e quindi va tutto bene in Cina? Dobbiamo credere che i cittadini siano 
soddisfatti dei loro diritti?
Dobbiamo rifiutare categoricamente la campagna elettorale che vuole abbagliarci con dati sulla tenuta dei conti, l' efficienza del governo, i complimenti di Gurria...
Il tentativo estremo e' quello di distrarre il cittadino dalle vere istanze che vanno seguite per dire basta e mandare a casa chi governa l'Italia al solo scopo di farsi gli affari propri.


Mauve

1 commento:

  1. La giusta conseguenza di questo ragionamento è che ciascuno di noi deve impegnarsi in prima persona nell'amministrazione della cosa pubblica.
    È un luogo comune che chi entra in politica ( "scende"), automaticamente diventa corrotto, anche se animato dai migliori propositi.
    È un luogo comune non vero perché la soddisfazione nella nostra professione o nell'amministrare la cosa pubblica non deriva solo dai soldi, ma dalla consapevolezza di "fare bene il nostro lavoro".
    Sono un idealista?

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